MENTHA PIPERITA - pianta generica
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MENTA MENTHA P. - significato

MENTHA PIPERITA = MENTA

La profumata pianta di menta ci evoca emozioni profonde.

Pianta da usare in cucina, nelle composizioni floreali, per un the o come pianta decorativa.

(tratto dal libro di Alfredo Cattabiani "Florario - miti, leggende e simboli di fiori e piante". E' un libro da acquistare leggere consultare ! )

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L'ERBA SANTA
Secondo un tópos mitologico diffuso nella tradizione greca, anche la menta sarebbe nata dal «sacrificio» di una ninfa.

Si chiamava Mintha e abitava nel regno sotterraneo di Ade, suo amante.

Quando il sovrano degli Inferi vi condusse Persefone per farne la sposa legittima, la ninfa abbandonata cominciò a urlare proferendo minacce
che suscitarono la collera di Demetra o, secondo un'altra versione del mito, di Persefone.

Mintha sosteneva di essere più bella della rivale; diceva che avrebbe riconquistato l'augusto amante e cacciato Persefone dal palazzo dell'Ade.

Ma non ebbe tempo di mettere in atto le sue minacce: Persefone la smembrò, mentre Ade le accordava di diventare una pianta profumata, chiamata minthe o hedyosmos, «dal buon odore».

Secondo un'altra versione fu la stessa Demetra incollerita a calpestarla sotto i sandali riducendola in polvere dalla quale Mintha risorse come erba «insignificante».

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I naturalisti rinascimentali la consideravano invece una panacea.

Merita citare integralmente questo passo del Durante:

«Il succo bevuto con aceto ristagna il sangue, leva la nausea allo stomaco, ammazza i vermini tondi e stimula venere. Bevuti tre rami di menta con succo di melagrani forti raffrenano il singhiozzo, il vomito e la colera. È universalmente la menta grata allo stomaco: e usasi in molti modi ne i condimenti. Eccita venere e conforta i membri. L'odore corrobora il cerebro, e la memoria. L'acqua, stillata da tutta la pianta bevuta al peso di quattr'oncie ristagna securamente il flusso del sangue dal naso e favorisce le forze veneree e fa tutti gli effetti che la menta istessa. Distillasi quest'acqua dalle foglie, e dai fusti tagliati minutamente bevuta al peso di tre oncie mattina e sera corrobora lo stomaco, aiuta al cocottione, apre l'opilationi del fegato e della milza e le vie dell'urina, fa buono l'appetito, ferma il singhiozzo e il vomito tanto presa di dentro quanto applicata di fuori. Lavandosi con essa la bocca, giova alle gengive e fa buon fiato».

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Che il simbolismo positivo di erba ctonia legata a un'epifania della Grande Madre - la ninfa Mintha - abbia prevalso in Roma fin dall'antichità, nonostante i divieti greci, lo si può arguire dal fatto che la Mentha rotundifolia e la Mentha viridis venivano intrecciate nella Corona Veneris che si metteva sul capo dei giovani sposi per augurare loro un buon matrimonio.

È probabilmente un residuo di quella cerimonia l'usanza abruzzese secondo la quale fino a qualche decennio fa i giovani innamorati se ne regalavano dei mazzolini per promettersi reciprocamente di non scordarsi mai l'uno dell'altro.

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LE TANTE VIRTU' DELLA MENTA

Come ogni erba di San Giovanni ha anche la proprietà, se sparsa per terra, di mettere in fuga i serpenti.

Se poi se ne mangiassero le foglie e se ne bevesse l'infuso, guarirebbe dal loro veleno.

Sanerebbe anche dall'idrofobia se la si mescolasse con sale, e sarebbe persino rimedio alla sordità.

Nelle campagne, dove la pubblicità televisiva non ha ancora del tutto ottuso le menti degli abitanti, si usa spargerla sul pavimento della casa prima di un'assenza prolungata perché il suo profumo, oltre a eliminare l'odore di stantio, caccia gli insetti.

Ma di là da tutte queste credenze, quali sono le reali virtù della menta? Le varie specie della pianta - fra cui le più popolari sono la Mentha viridis o menta romana, la Mentha pulegium o mentuccia, e la Mentha piperita, che hanno più o meno le stesse qualità medicinali - contengono, oltre ad altre sostanze, un olio essenziale ricco di mentolo che ha proprietà eccito-stupefacenti ad alte dosi, mentre a quelle
terapeutiche combatte la nausea, l'emesi e ha una lieve azione analgesica.

La pianta svolge un'azione spasmolitica gastrointestinale, tonico-eupeptica, antisettica del cavo orale e antibatterica.

Cura anche cefalee, nevralgie, l'herpes simplex e zoster.

Per ottenere un'attenuazione dei dolori da mal di denti, emicranie e nevralgie, si consiglia di applicarne delle foglie sulla fronte o di frizionarla con il suo olio essenziale.

In campagna è adoperata ancora oggi contro le punture d'insetti: si strofinano sulla pelle le sue foglioline che agiscono come analgesico e antisettico.

Fu usata pure come vermifugo per i bambini e come profilattico in tempo di epidemia colerica.

Una volta si proteggevano dai topi e dagli altri ammali le granaglie e gli alimenti stipati nei magazzini mettendone rametti e foglie intorno o dentro i sacchi.

In medicina si usa la cosiddetta «prova della menta» che consiste nell'introdurre essenza di menta nel cavo pleurico per verificare se esista o meno una perforazione del polmone.

In caso positivo si avverte, quando l'ammalato respira, un intenso odore di menta.

Nel Nord Africa per combattere la spossatezza dovuta al caldo si prepara il tè alla menta, mettendone un mazzettino di foglie fresche nella bevanda caldissima.

In passato era diffusa la credenza che fosse utile a rafforzare la memoria, sicché si sosteneva erroneamente che la parola derivasse da mens, mente.

Detta anche «erba di San Lorenzo», è una delle più popolari fra quelle di San Giovanni, e una sua specie, la mentuccia, è usata per preparare il piatto tipico di quella sera, le lumache. Il suo profumo infine è adatto ai nati nella terza decade dei Gemelli.

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SIMBOLI ED EMBLEMI

La menta, che cresce nei luoghi più umili, ha suscitato l'emblema della Sobrietà e della Temperanza; e grazie al suo profumo e alle tante proprietà salutari quello della Saggezza; nel linguaggio dei fiori il Calore e la Forza del Sentimento. La piperita ha evocato anche il Merito e la Virtù.

Siccome la mentuccia o Mentha pulegium ha la virtù di ricrescere rigogliosa persino d'inverno e di fiorire anche quando sia recisa, ha suggerito agli iconologi e araldisti alcune imprese con le seguenti scritte: «Recisa floret», tagliata fiorisce, e «Hieme floret», fiorisce d'inverno, per simboleggiare la Virtù che, perseguitata, non muore ma risorge; «Dum hiemat verno», di primavera in inverno, alludendo alla donna che si mantiene fresca e piacente anche nella maturità avanzata; «Dum cetera languent», mentre le altre cose languiscono, per indicare la Virtù solitaria che non si preoccupa di quel che succede intorno a essa; «Adverso tempore», nel tempo avverso, per simboleggiare l'Amor perfetto che, proprio relle avversità, si dimostra saldo e fiorente.

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