search

TULIPANO - significato

Nome botanico = Tulipa

Il significato del fiore può alludere all'Amor perfetto e alla Magnificenza, ma il tulipano ha una storia molto molto lunga e ricca: leggila più sotto nella scheda "Descrizione".

(tratto dal libro di Alfredo Cattabiani "Florario. Miti, leggende e simboli di fiori e piante", Edizioni Oscar Mondadori. Un libro da leggere e consultare ! )

Il fiore del sultano.

Nel 1554, l'ambasciatore austriaco a Istanbul portò a Vienna il primo tulipano. Ma non era un fiore turco: proveniva dalla Persia dove i bulbi, che crescono spontanei, cominciarono a essere coltivati mille anni fa.

Un'antica leggenda persiana racconta che un giorno il giovane Shirin si allontanò dal suo paese dove viveva un'avvenente fanciulla di nome Ferhad, che di lui era innamorata. Lei Io attese pazientemente fino a quando decise di partire alla sua ricerca avventurandosi nel deserto. Ma non riuscì a resistere a lungo alla fatica e al dolore: quando cadde a terra, pietre aguzze le ferirono le membra e fecero sgorgare gocce di sangue che si fusero con le lacrime tramutandosi in rossi tulipani.

Ancora oggi in Iran gli innamorati si scambiano i tholypem come simbolo d'Amore.

Anche nelle Mille e una notte gli amanti si offrono tulipani come dichiarazione e pegno d'amore. Sulle rive del Bosforo divennero popolari al tempo dei sultani Osmanidi, tant'è vero che servivano come decorazione per le feste campestri, come riferiscono molte cronache di ambasciatori occidentali. Una notte vennero illuminati con piccole lanterne variopinte, poste su carrettini trainati da tartarughe che si spostavano lentamente per i viali del parco mentre dalle tante gabbie appese agli alberi cinguettavano gli usignuoli e dall'alto cadevano petali di rosa. Venivano coltivati anche nei giardini degli harem dove le donne recluse aspettavano con trepidazione che il loro signore scegliesse la favorita della notte, gettandole un rosso tulipano. Nelle moschee di Istanbul e di Edime furono addirittura raffigurati sulle piastrelle.

Piacquero a tal punto a Vienna che si diffusero rapidamente sia nei giardini di corte sia in quelli degli studiosi e dei banchieri di Anversa, Bruxelles e Augusta. Poiché provenivano dall'impero Ottomano, si credette erroneamente che il nome della pianta derivasse dal turco dulband, turbante, tant'è vero che in inglese vennero soprannominati anche «berretti turchi».

Li studiò anche un botanico francese, il Clusius, sovrintendente ai giardini dell'imperatore d'Austria fra il 1573 e il 1589: ne creò persino nuove varietà con diversi colori e dimensioni. Nel 1578, invitato a tenere lezioni all'università di Leida, nei Paesi Bassi, ne portò qualche bulbo con sé, e i tulipani trovarono un terreno particolarmente adatto alla loro coltivazione. Fu la Francia a decretarne la moda all'inizio del secolo successivo grazie alle donne che li portavano nella scollatura degli abiti. La moda dilagò, cosicché i tulipani non tardarono a raggiungere prezzi esorbitanti: uno sposo accettava come dote della moglie anche un solo bulbo, soprannominato mariage de ma fille, matrimonio di mia figlia.

Dalla Francia la mania si diffuse nelle Fiandre e poi in Olanda, dove si approfittò subito della situazione per selezionarne nuove varietà e sottoporle a coltura intensiva. Fu creata una nuova unità di peso, il perit, per valutare i bulbi, mentre le contrattazioni più rilevanti si svolgevano inizialmente nel palazzo del mercante van der Burse a Bruges, che si trasformò nella sede non soltanto del commercio di tulipani ma anche di altri prodotti. Derivò così dal suo nome, tramite il francese, la parola Borsa, che indica il luogo delle contrattazioni di titoli azionari e di monete.

All'inizio del Seicento fu Amsterdam a diventare a poco a poco il più importante centro commerciale della zona, dove la gente guadagnava o perdeva grandi somme di denaro scommettendo sui colori dei nuovi bulbi, ma anche su prezzi imprevedibili come quelli delle attuali Borse. A loro volta i pittori fiamminghi approfittarono della moda per dipingere quadri dove campeggiava l'idolatrato tulipano.

Alla fine del 1634 molti ingenui investirono somme ingenti sui tulipani, seguiti persino da artigiani e operai che acquistavano a credito. Si commerciava sui bulbi non ancora disponibili, speculando con operazioni a termine tramite «collegi» non organizzati che si riunivano nelle taverne. Ma quella crescita drogata non era destinata a durare: nel febbraio 1637 i prezzi crollarono provocando pesanti perdite.

La produzione e il commercio di bulbi continuarono anche quando a poco a poco la moda febbrile dell'inizio del secolo cominciò a venir meno. Tuttavia ancora adesso la coltivazione di tulipani è una delle attività più redditizie dell'Olanda che ormai quasi s'identifica col fiore dei sultani.

Era un successo meritato perché dalle varie specie di tulipano, i cui fiori imbutiformi o campanulati, dai colori che variano dal bianco al giallo, dal rosso al viola o più di rado al nero, nascevano nuove varietà in una progressione fantasmagorica. Ispirarono simboli e messaggi amorosi sulla scia del tulipano persiano che aveva evocato l'Amor perfetto. Lo ricordava anche una canzonetta italiana degli anni Quaranta di Riccardo Morbelli e Mario Grever, Tulipan, deliziosamente cantata dal Trio Lescano che presentava i tulipani come simboli di Amore e di Pace:

"Parlano tra loro / i tuli tuli tuli tulipan / mormorano in coro / i tuli tuli tuli tulipan / Odi il canto / delizioso / nell'incanto sospiroso? / Parlano d'amore / i tuli tuli tuli tulipan, / tutti i sogni miei / ti giungeran, / e di me ti parleranno / i meravigliosi / tuli tuli tuli tuli / tuli tuli tulipan...

Ma non si arrivò mai a un simbolo univoco: infatti di volta in volta il fiore può alludere all'Amor perfetto, ma altresì all'Incostanza in amore, all'Onestà come alla Mancanza di discernimento e infine alla Magnificenza. Può anche trasmettere un messaggio più complesso: «Vi ammiro molto, mia dolce fanciulla, ma mi sconcerta la vostra riservatezza». Chi volesse regalarli si sentirebbe molto imbarazzato, temendo che il suo messaggio non venga interpretato fedelmente. Se invece è selvatico simboleggia il Primo Amore.

Quantità

(tratto dal libro di Alfredo Cattabiani "Florario. Miti, leggende e simboli di fiori e piante", Edizioni Oscar Mondadori. Un libro da leggere e consultare ! )

Il fiore del sultano.

Nel 1554, l'ambasciatore austriaco a Istanbul portò a Vienna il primo tulipano. Ma non era un fiore turco: proveniva dalla Persia dove i bulbi, che crescono spontanei, cominciarono a essere coltivati mille anni fa.

Un'antica leggenda persiana racconta che un giorno il giovane Shirin si allontanò dal suo paese dove viveva un'avvenente fanciulla di nome Ferhad, che di lui era innamorata. Lei Io attese pazientemente fino a quando decise di partire alla sua ricerca avventurandosi nel deserto. Ma non riuscì a resistere a lungo alla fatica e al dolore: quando cadde a terra, pietre aguzze le ferirono le membra e fecero sgorgare gocce di sangue che si fusero con le lacrime tramutandosi in rossi tulipani.

Ancora oggi in Iran gli innamorati si scambiano i tholypem come simbolo d'Amore.

Anche nelle Mille e una notte gli amanti si offrono tulipani come dichiarazione e pegno d'amore. Sulle rive del Bosforo divennero popolari al tempo dei sultani Osmanidi, tant'è vero che servivano come decorazione per le feste campestri, come riferiscono molte cronache di ambasciatori occidentali. Una notte vennero illuminati con piccole lanterne variopinte, poste su carrettini trainati da tartarughe che si spostavano lentamente per i viali del parco mentre dalle tante gabbie appese agli alberi cinguettavano gli usignuoli e dall'alto cadevano petali di rosa. Venivano coltivati anche nei giardini degli harem dove le donne recluse aspettavano con trepidazione che il loro signore scegliesse la favorita della notte, gettandole un rosso tulipano. Nelle moschee di Istanbul e di Edime furono addirittura raffigurati sulle piastrelle.

Piacquero a tal punto a Vienna che si diffusero rapidamente sia nei giardini di corte sia in quelli degli studiosi e dei banchieri di Anversa, Bruxelles e Augusta. Poiché provenivano dall'impero Ottomano, si credette erroneamente che il nome della pianta derivasse dal turco dulband, turbante, tant'è vero che in inglese vennero soprannominati anche «berretti turchi».

Li studiò anche un botanico francese, il Clusius, sovrintendente ai giardini dell'imperatore d'Austria fra il 1573 e il 1589: ne creò persino nuove varietà con diversi colori e dimensioni. Nel 1578, invitato a tenere lezioni all'università di Leida, nei Paesi Bassi, ne portò qualche bulbo con sé, e i tulipani trovarono un terreno particolarmente adatto alla loro coltivazione. Fu la Francia a decretarne la moda all'inizio del secolo successivo grazie alle donne che li portavano nella scollatura degli abiti. La moda dilagò, cosicché i tulipani non tardarono a raggiungere prezzi esorbitanti: uno sposo accettava come dote della moglie anche un solo bulbo, soprannominato mariage de ma fille, matrimonio di mia figlia.

Dalla Francia la mania si diffuse nelle Fiandre e poi in Olanda, dove si approfittò subito della situazione per selezionarne nuove varietà e sottoporle a coltura intensiva. Fu creata una nuova unità di peso, il perit, per valutare i bulbi, mentre le contrattazioni più rilevanti si svolgevano inizialmente nel palazzo del mercante van der Burse a Bruges, che si trasformò nella sede non soltanto del commercio di tulipani ma anche di altri prodotti. Derivò così dal suo nome, tramite il francese, la parola Borsa, che indica il luogo delle contrattazioni di titoli azionari e di monete.

All'inizio del Seicento fu Amsterdam a diventare a poco a poco il più importante centro commerciale della zona, dove la gente guadagnava o perdeva grandi somme di denaro scommettendo sui colori dei nuovi bulbi, ma anche su prezzi imprevedibili come quelli delle attuali Borse. A loro volta i pittori fiamminghi approfittarono della moda per dipingere quadri dove campeggiava l'idolatrato tulipano.

Alla fine del 1634 molti ingenui investirono somme ingenti sui tulipani, seguiti persino da artigiani e operai che acquistavano a credito. Si commerciava sui bulbi non ancora disponibili, speculando con operazioni a termine tramite «collegi» non organizzati che si riunivano nelle taverne. Ma quella crescita drogata non era destinata a durare: nel febbraio 1637 i prezzi crollarono provocando pesanti perdite.

La produzione e il commercio di bulbi continuarono anche quando a poco a poco la moda febbrile dell'inizio del secolo cominciò a venir meno. Tuttavia ancora adesso la coltivazione di tulipani è una delle attività più redditizie dell'Olanda che ormai quasi s'identifica col fiore dei sultani.

Era un successo meritato perché dalle varie specie di tulipano, i cui fiori imbutiformi o campanulati, dai colori che variano dal bianco al giallo, dal rosso al viola o più di rado al nero, nascevano nuove varietà in una progressione fantasmagorica. Ispirarono simboli e messaggi amorosi sulla scia del tulipano persiano che aveva evocato l'Amor perfetto. Lo ricordava anche una canzonetta italiana degli anni Quaranta di Riccardo Morbelli e Mario Grever, Tulipan, deliziosamente cantata dal Trio Lescano che presentava i tulipani come simboli di Amore e di Pace:

"Parlano tra loro / i tuli tuli tuli tulipan / mormorano in coro / i tuli tuli tuli tulipan / Odi il canto / delizioso / nell'incanto sospiroso? / Parlano d'amore / i tuli tuli tuli tulipan, / tutti i sogni miei / ti giungeran, / e di me ti parleranno / i meravigliosi / tuli tuli tuli tuli / tuli tuli tulipan...

Ma non si arrivò mai a un simbolo univoco: infatti di volta in volta il fiore può alludere all'Amor perfetto, ma altresì all'Incostanza in amore, all'Onestà come alla Mancanza di discernimento e infine alla Magnificenza. Può anche trasmettere un messaggio più complesso: «Vi ammiro molto, mia dolce fanciulla, ma mi sconcerta la vostra riservatezza». Chi volesse regalarli si sentirebbe molto imbarazzato, temendo che il suo messaggio non venga interpretato fedelmente. Se invece è selvatico simboleggia il Primo Amore.

Scheda tecnica

Stagione di Reperibilità
Normalmente da Dicembre ad Aprile. Poi su ordinazione è possibile reperirli ma non sono più di buona qualità.
Stagione di Fioritura
Primavera
Significato
Vedi nella "Descrizione".
Provenienza
Persia (leggi anche nella "Descrizione").
Famiglia
Liliaceae

Prodotti correlati