search
  • SALVIA OFFICINALIS - pianta generica

SALVIA O. - significato

SALVIA O. = SALVIA OFFICINALIS

(tratto dal libro di Alfredo Cattabiani "Florario - miti, leggende e simboli di fiori e piante". E' un libro da acquistare leggere consultare ! )

-

Narra una leggenda che la Sacra Famiglia era in fuga verso l'Egitto, inseguita dai soldati di Erode che volevano uccidere il Bambin Gesù.

Temendo di essere raggiunti, Maria e Giuseppe bussavano disperatamente agli usci che trovavano lungo la strada, ma appena la gente veniva a sapere che le guardie li stavano cercando non apriva o addirittura chiudeva precipitosamente la porta.

Ormai i soldati erano alle loro calcagna: già si vedeva sulla collina la nuvola di polvere dei cavalli lanciati al galoppo.

Non sapendo più a chi rivolgersi, la Madonna chiese a una rosa se poteva celare tra le sue foglie almeno Gesù Bambino.

Ma la pianticella vanesia rispose: «Non puoi chiedere un simile sacrificio proprio a me che sono la Regina dei Fiori. Se i
soldati lo sentiranno piangere, frugheranno fra le foglie e i fiori e li sciuperanno».

«E vero, sei la più bella, ma sei egoista. D'ora in poi i tuoi fiori appassiranno
presto e il tuo stelo sarà coperto di spine.»

Poi la Vergine si rivolse alla vite che si comportò come la rosa: «Per carità, non posso rischiare! Se i soldati sospetteranno che Gesù è nascosto tra le mie foglie, vi rovisteranno con le loro armi rovinando i tralci e compromettendo la crescita dell'uva».

«Poiché tieni molto alla tua uva, sarai castigata. D'ora in poi i tralci ti saranno tagliati ogni anno, gli asini ti mangeranno le foglie e i grappoli te li porteranno via i vendemmiatori.»

Ormai si sentiva distintamente il galoppo dei cavalli: che fare?

La Madonna si guardò intorno e vide un cardo che a quel tempo era una grande pianta senza spine.

Ma anche quella piantina rifiutò di aiutarli: «Non ti fermare, per favore! Perché se questi sospettano che nascondo tuo figlio, prenderanno a sciabolate i miei fiori che sto allevando con tanta fatica».

Fu castigata poiché le crebbero le spine.

Nelle vicinanze c'era una salvia fiorita, che alla richiesta della Vergine aprì immediatamente le foglie celando Gesù Bambino e ddormentandolo
col suo intenso profumo.

Così i soldati, vedendo per la strada soltanto un vecchietto insieme con una donna, passarono oltre senza fermarsi.

Ripreso Gesù, la Madonna benedisse la salvia dicendole: «Tu sarai la pianta di tutti gli orti: i malati ti cercheranno per guarire, i sani per cucinare cibi o aromatizzare bevande. E tutti ti rispetteranno e proteggeranno come la pianta più utile che ci sia sulla Terra».

-

ETIMOLOGIA E CREDENZE

La leggenda cristiana, che si ispira a un tópos medievale già riscontrato per altre piante, consacra la fama della salvia (Salvia officinalis) come panacea, tant'è vero che una volta in campagna si credeva che la vita e la salute del padrone di casa o della moglie o dell'ultimo nato dipendessero da quella della salvia, come spiega un proverbio veneto:

Quando mor la salia che xe m orto
more el paron de casa o l'è za morto.

A sua volta la Scuola Salernitana così la lodava :
Cur moriatur homo cui salvia crescit in horto?
Contra vim mortis non est medicamentum in hortis.
Salvia confortat nervos, mannumque tremorem
tollit, et eius opefebris acuta fugit.
Salvia, castoreum, lavandula, primola veris,
nasturtium, athanasia haecsanant paralytica membra.
Salvia salvatrix, naturae concMatrix!

(Perché dovrebbe morire l'uomo nel cui giardino cresce la salvia?

Soltanto perché nei giardini non c'è medicina contro il potere della morte.

L'uso della salvia rafforza i nervi, fa passare il tremito delle mani, e per sua virtù si caccia la febbre alta.

La salvia unita al castoreo, alla lavanda, alla primula, al nasturzio risana le membra paralitiche.

O salvia salvatrice, o mediatrice della natura!)

Alla Scuola Salernitana fa eco un proverbio ancora in uso:

Se molto vuoi campare
salvia hai da mangiare.

E così il Durante ne decantava le tante virtù: «La decozione delle sue fronde parimenti dei rami, bevuta, provoca i mestrui, fa orinare, e similmente partorire. Il vino della salvia, o le foglie cotte nel vino, sono utili a tutto il corpo, giovano alla tosse, riscaldano il fegato e la matrice. Provocano i mestrui e l'orina. La decozione delle foglie, fatta nell'acqua bevuta giova alla dissenteria. [...] Vale la salvia mirabilmente a tutti i difetti frigidi e flemmatici del capo e parimenti delle giunture, tanto presa per bocca quanto applicata di fuori, il perché è utile al mal caduco, alla letargia, allo stupore e alla paralisi, come ancora ai catarri flemmatici, et a tutti i difetti del petto, causati da frigidi humori. [...] Insomma, ove sia bisogno di scaldare, disseccare e di corroborare, la salvia è comodissimo medicamento».

Era anche considerata afrodisiaca, tant'è vero che si tramanda la leggenda secondo la quale Cleopatra avrebbe fatto uso della salvia e della ruta per conquistare gli uomini.

E Aezio, uno scrittore greco della prima metà del VI secolo dopo Cristo, riferiva nel suo trattata sulla medicina: «Agrippa la chiama Erba santa, Salvia erba sacra, particolarmente adatta alle donne incinte e per facilitar loro il concepimento.

In Etiopia dopo una grande pestilenza che aveva decimato la popolazione le donne furono costrette per ciò che era avvenuto a bere del succo di salvia per meglio concepire, e grazie a questo mezzo il Paese si ripopolò presto di bambini».

Le si attribuiva nelle campagne anche la proprietà di regolare i cicli mensili: credenza non infondata, perché ultimamente si è scoperto che tale effetto è dovuto alla presenza nella piantina di un estrogeno che regola la fecondità nella donna.

Il suo stesso nome botanico, Salvia officinalis, rispecchia la sua nomea di pianta medicinale adatta a molti usi.

Deriva dall'aggettivo latino salvus (sano, salvo)e dal verbo saivere (salvare).

Vi è invece chi sostiene che provenga dal tedesco Sai-Bei; altri dal greco sózo (conservo, proteggo) e da bios (vita): sicché significherebbe «la pianta che conserva o salva la vita».

Per questo motivo ha ispirato il simbolo della Salute.

Ma anche quello delle Virtù della massaia: è infatti una pianta semplice, rigogliosa in ogni stagione e dalle tante virtù che tuttavia non ostenta
mai; ed è sobria perché cresce anche in minuscoli fazzoletti di terra.

Nel linguaggio dei fiori regalarne uno azzurro significa dire all'amata: «Apprezzo le vostre qualità».

Ma la salvia aurata è simbolo di Venalità, quella color scarlatto di Ambizione, la formosa di Abominio, la leucanta di Ritorno alla Patria, la perpetua di Difesa.

-

LA LINGUA VEGETALE

Alla fine del Cinquecento un allievo di Paracelso, il chimico Osvaldo Crollio, propose la teoria delle segnature secondo la quale la forma, il colore e il gusto di una pianta sarebbero stati segni analogici posti dalla natura per farne comprendere le virtù medicinali.

Sicché anche la salvia fu studiata dal punto di vista analogico; e dal momento che la foglia somiglia vagamente alla lingua, soprattutto per la sua rugosità, fu esaltata quale rimedio nel trattamento delle malattie della lingua e del cavo oro-faringeo.

Non si sorrida di quella teoria, così come di altre che nello studio della natura privilegiano l'importanza delle forme, dei colori o degli odori, perché molti possono essere gli approcci scientifici ai fenomeni naturali: non per nulla la medicina contemporanea ha accertato sperimentalmente che la salvia è effettivamente un rimedio per la cavità orale.

Usandone l'infuso per sciacqui si possono curare gengiviti, ferite sulla lingua e irritazioni alla gola; facendo gargarismi, il mal di gola.

D'altronde, da tempo immemorabile si sono puliti i denti stropicciandoli con le foglie, come riferiva anche il Boccaccio nella sua novella.

Quantità

Prodotti correlati